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Democrazia e trasparenza

La democrazia più informata del mondo

La Svizzera è l'unica democrazia consolidata in cui il popolo vota regolarmente su questioni concrete -- trimestralmente, a livello comunale, cantonale e federale. Questo sistema presuppone che i cittadini aventi diritto di voto comprendano gli oggetti in votazione. Proprio qui l'IA può dare un contributo che non sostituisce il sistema, ma lo rafforza.

Valutazioni d'impatto IA prima delle votazioni

Il problema

Molti oggetti in votazione sono complessi. Il progetto sulla riforma dell'AVS 2024 comprendeva decine di pagine di testo legislativo con rimandi ad altre leggi federali. Il libretto delle votazioni ufficiale è utile, ma limitato: riassume gli argomenti senza fornire un'analisi d'impatto completa.

L'opportunità

Valutazioni d'impatto supportate dall'IA potrebbero simulare ogni oggetto in votazione: quanto costa? Chi ne è interessato? Quali scenari sono probabili? Il risultato non sarebbe una raccomandazione -- bensì una presentazione comprensibile delle possibili conseguenze.

In concreto:

  • Simulazione fiscale: Quanto costa il progetto su 10, 20, 30 anni? Chi paga? Chi ne beneficia?
  • Confronto di scenari: Da tre a cinque scenari (ottimistico, neutro, pessimistico) con ipotesi trasparenti.
  • Impatti regionali: Come incide il progetto nei diversi Cantoni? Città vs. campagna?
  • Confronti internazionali: Quali paesi hanno attuato misure simili, e con quali risultati?

Presupposti

Tali sistemi devono essere trasparenti. L'algoritmo, le sue fonti di dati e le sue ipotesi devono essere resi noti. Non deve nascere una scatola nera alla quale si crede ciecamente. Il cittadino avente diritto di voto continua a decidere autonomamente -- ma in modo più informato che mai [1].

Trasparenza degli algoritmi

Gli algoritmi come attori politici

Un algoritmo che decide quali notizie vedono 300 milioni di persone prende ogni giorno più decisioni politiche di qualsiasi parlamentare. L'ordinamento dei feed di notizie, la priorità dei risultati di ricerca, la logica di raccomandazione dei social media -- tutto questo plasma l'opinione pubblica [2].

La richiesta

Tutti i sistemi di IA che nello spazio informativo pubblico danno priorità, classificano o filtrano contenuti devono rendere noti i loro criteri. Ciò significa:

  • Audit degli algoritmi: Verifiche indipendenti della logica di classificazione, analogamente alle revisioni finanziarie.
  • IA spiegabile: I sistemi devono poter motivare perché un contenuto è stato prioritizzato o soppresso.
  • Protezione costituzionale: Gli interventi statali su questi algoritmi devono essere vietati costituzionalmente -- la libertà dello spazio informativo è altrettanto meritevole di protezione quanto la libertà di stampa.

L'EU AI Act, in vigore dall'agosto 2024, compie primi passi in questa direzione con obblighi di trasparenza basati sul rischio [3]. La Svizzera può andare oltre -- con un approccio che punta sulla divulgazione anziché sui divieti.

Divieto della sorveglianza di massa tramite IA

Sorveglianza biometrica in tempo reale

La seconda questione relativa ai diritti fondamentali riguarda la sorveglianza. In Cina la sorveglianza biometrica in tempo reale nello spazio pubblico è realtà [4]. L'EU AI Act la vieta in gran parte, ma con eccezioni per le forze dell'ordine.

Per la Svizzera dovrebbe valere: nessuna eccezione. Il divieto di sorveglianza biometrica in tempo reale supportata dall'IA nello spazio pubblico va inserito nella Costituzione federale. Ogni sorveglianza biometrica necessita di un'ordinanza giudiziaria -- come una perquisizione domiciliare.

La Svizzera con la revisione della legge sulla protezione dei dati (nLPD), in vigore dal settembre 2023, ha già creato un quadro avanzato [5]. Un articolo costituzionale sulla sorveglianza biometrica sarebbe il complemento logico.

La democrazia diretta come baluardo

La democrazia diretta svizzera non è un relitto -- è un meccanismo di protezione contro la concentrazione di potere che l'IA rende possibile. Se ogni modifica alla regolamentazione dell'IA è soggetta al referendum facoltativo o obbligatorio, il controllo resta al popolo.

Ciò distingue la Svizzera da paesi in cui i governi possono emanare regolamentazioni sull'IA per decreto, senza consultare il parlamento o il popolo. La democrazia svizzera è più lenta -- ma è più resistente agli abusi.

Il rischio: algoritmo invece della votazione

C'è anche un rischio. Se i sistemi di IA prendono dimostrabilmente decisioni «migliori» del popolo votante, nasce una pressione per sostituire la democrazia con gli algoritmi. «L'IA sa meglio» potrebbe diventare la frase più pericolosa della storia politica.

Contro questo c'è solo un rimedio: la formazione (vedi Formazione e competenza IA). Cittadini aventi diritto di voto che comprendono come funziona l'IA -- e dove fallisce -- non si affideranno ciecamente ad essa.

Conclusione

L'IA può rafforzare la democrazia svizzera se viene impiegata come strumento per decisioni più informate -- non come sostituto del giudizio umano. Trasparenza, formazione e limiti costituzionali sono i tre pilastri su cui poggia questo modello.


Fonti

[1] Cancelleria federale svizzera: Spiegazioni di voto del Consiglio federale (libretto delle votazioni).

[2] Zuboff, Shoshana: The Age of Surveillance Capitalism. PublicAffairs, 2019.

[3] EU AI Act, Regolamento UE 2024/1689, in vigore dal 1° agosto 2024.

[4] Mozur, P.: Inside China's Dystopian Dreams: A.I., Shame and Lots of Cameras. In: The New York Times, 2018.

[5] Nuova legge svizzera sulla protezione dei dati (nLPD), in vigore dal 1° settembre 2023.